Come trattare il piede diabetico

Per piede diabetico intendiamo, in maniera generica, la maggior parte delle problematiche che interessano, appunto, i pazienti diabetici. Tra le principali conseguenze della patologia troviamo:

  1. Neuropatia diabetica, si presenta con formicolii, crampi e cattiva sensibilità sugli arti inferiori (incapacità di percepire il dolore, il caldo, il freddo);

  2. Arteriopatia diabetica, patologia attribuita a disordini nella circolazione (una cattiva circolazione sanguigna);

Non si manifesta in tutti i pazienti diabetici, ma solo in quei pazienti che hanno una complicanza cronica come la neuropatia e/o vasculopatia periferica. Viene sempre preceduta da un lungo periodo di malattia mal curato o trascurato, in altri casi può manifestarsi su persone che non sapevano di essere diabetici.




Prevenzione

Per la malattia diabetica è importante seguire uno stile di vita idoneo, come mangiare cibi sani, praticare sport regolare e sottoporsi periodicamente ai controlli indicati dal medico. Secondo le linee guida dell'Associazione dei Medici Diabetologi indicano che le persone con diabete devono:

  • Una volta all'anno eseguire esame completo del piede, nelle persone ad elevato rischio ad esempio per l’età e/o la presenza di altre malattie deve essere effettuata con frequenza maggiore.

  • Eseguire un programma educativo sul piede diabetico.

  • Se necessario prescrizione di plantari su misura e calzature adatte, che sono predisposte a proteggere il piede e a ridurre i picchi di pressione a livello della pianta. In questo modo si attua, oltre alla prevenzione, una prima fase terapeutica, per cui si parla di “terapia ortesica”, che rappresenta il primo passo efficace nelle persone in cui si evidenzia il rischio di ulcere.

Come si può curare il piede diabetico?

Il diabetologo tratta le lesioni del piede nel diabetico in un ambulatorio dedicato con la presenza di personale infermieristico e la puntuale collaborazione delle Unità coinvolte che dipende dalla tipologia delle lesioni. La cura consiste in:

  • Seguire un piano terapeutico e delle medicazioni personalizzate per garantire la rivascolarizzazione.

  • Utilizzare bende e garze sterili, procedendo prima con la rimozione dei tessuti.

  • Adottare eventuali tutori a scopo preventivo.

  • In caso di infezione procedere con antibiotici specifici.

  • Previo consulto medico effettuare una terapia del dolore.


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